Fare del Marketing della Moda il proprio lavoro. Intervista a Ida Galati
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Fare del Marketing della Moda il proprio lavoro. Intervista a Ida Galati


Sara Zucchini / 07 Luglio 2016

Oggi ci confrontiamo con una professionista del fashion blogging per scoprire che cosa significa comunicare (attraverso) la moda. E se adottare uno stile personale vuol dire raccontare qualcosa di sé, allora per raccontarlo a un pubblico più vasto bisognerà adottare un piano preciso. Chi aspira a farsi conoscere come personalità nel Beauty dovrà sfruttare requisiti fondamentali come l’originalità, l’intuito e l’appeal, ma senza prescindere da un approccio strategico.

I social network, in questo campo, hanno dato la possibilità a tutti di ritagliarsi uno spazio per condividere i propri outfit, ma c’è chi ha saputo sfruttarli al meglio e chi, invece, non ne ha colto tutte le potenzialità.

Ida Galati, esperta di Marketing della Moda, ha risposto alle nostre curiosità in merito, ricordandoci che senza le basi del marketing digitale e una certa dose di caparbietà, non si arriva da nessuna parte. Per questo non bisogna mai smettere di formarsi e di aggiornarsi, per continuare a crescere sia personalmente che professionalmente.

 

Perché il Fashion Blogging è un fenomeno così esplosivo e non sembra voglia tramontare tanto facilmente?

Il Fashion Blogging è stato ed è un fenomeno esplosivo perché ha dato la possibilità a chiunque di mettere in vetrina le proprie qualità, sia che avessero a che fare con il gusto nello scegliere cosa indossare, nel proporre scatti di se stessi o nell’essere di ispirazione semplicemente per quello che si è, che poi è il segreto dell’influencer marketing.
Ne ho scritto proprio recentemente.

 

Secondo te è legato al web oppure ha una sua autonomia?

Il fenomeno, imprescindibilmente legato al web, non è tramontato ma si è evoluto così come si evolvono i social network.
Per tutti coloro che proponevano in prevalenza i classici “outfit” senza scrivere, il blog ha perso molto terreno e la casa di questa tipologia di blogger si è trasferita su Instagram dove è l’immagine a parlare e basta.

Il blogging, però, resiste e sarà duro a morire semplicemente perché ci consente di non disperdere il contenuto, di conservarlo nel tempo e avere la possibilità che diventi sempre più importante nel tempo.

 

Chiamiamolo come va chiamato: ”Marketing della Moda”. Quali sono, secondo te, i tre elementi distintivi di questo settore per chi vuole farne una professione?

  • Gusto per il bello e stile personale spiccato
  • Intraprendenza e tenacia
  • Unicità e intelligenza


Il marketing della moda è diverso rispetto agli altri settori del marketing?

I principi generali del marketing valgono anche nella moda. Il Marketing della Moda si è naturalmente rivoluzionato dopo l’avvento del web: i giornali cartacei, la cartellonistica, tutto o quasi si è spostato sul web. Solo la televisione resiste.

 

Quanto è cambiato rispetto all’epoca in cui si lavorava offline?

Assisto personalmente all’evoluzione di riviste di moda storiche che rischiano addirittura di perdere la loro identità per poter continuare a essere competitive. Continuo a osservare e seguo le evoluzioni. Non è facile per chi è nato prima dell’avvento del web.


Ti avverto, non è una domanda retorica: basta un social per sfondare come influencer nel campo della moda?

Un social può bastare, assolutamente sì. Ma basta se lo sai sfruttare e, soprattutto, se hai personalità da vendere, se hai qualcosa di interessante da comunicare. Altrimenti non servirà un social come null’altro.


Noi pensavamo che bastasse copiare un outfit visto su Vogue e postarlo su Instagram con tanti hashtag?! Sai com’è… Chiara (proprio lei) ha iniziato esattamente così.

Chiara (Ferragni) ce l’ha fatta perché ha saputo guardare lungo sfruttando al meglio il web (non lo nego, anche grazie alla visione, al talento manageriale e al supporto dell’ex fidanzato). Ma se non fosse stata determinata e se dietro non ci fosse stata un’idea vincente, i social non sarebbero bastati.

Se ti faccio vedere questi sketch, cosa ti viene in mente, in una parola?

Prerequisiti professionali? 

Il pregiudizio.

 

Editor o influencer?

Lei era decisamente un’influencer.

 

Essere o apparire?  

Essere, naturalmente: lei ha saputo sfruttare l’immagine – chiamala apparenza se vuoi – proprio grazie al suo essere; è una forza della natura.

 

Un tuo consiglio a chi vuole diventare un professionista della Comunicazione e del Marketing della Moda?

Studiare, sempre. Il blogger è uno studioso e comunica conoscenza. Se non ti aggiorni di continuo smetterai di comunicare cose interessanti. Lo studio presuppone passione e grande forza di volontà. Se avete queste caratteristiche e avete una voglia quasi rabbiosa di farcela solo con le vostre forze, allora siete i miei corsisti ideali. Vi aspetto a DoLab School sabato 9 luglio, presso i nuovi spazi di LUISS ENLABS, in via Marsala 29. Ci sarà da divertirsi!